Addio a Bubble Wrap, l’imballaggio con le bolle di plastica

Bubble wrap

Il vecchio imballaggio antiurto
In previsione di un trasloco o per imballare oggetti particolarmente fragili e che andavano protetti, tutto il mondo ha usato un imballaggio al quale presto dovrà dire addio. E’ cessata infatti la produzione di questo sistema tanto amato e non solo per la sua utilità.
Stiamo parlando del Buble Wrap meglio conosciuto nel nostro paese come pluriball. 
Il vecchio imballaggio con le bolle andrà in pensione a seguito del calo di richiesta da parte delle aziende di trasporti, che sono i migliori clienti della ditta produttrice, cioè la Sealed Air.

La storia del Bubble Wrap
Il pluriball fu inventato nel 1957 da 2 ingegneri americani, Marc Chavannes e Alfred Fielding, che però avevano progettato un utilizzo diverso. 
Curiosamente le bolle di plastica erano state pensate per essere utilizzate nella tappezzeria e nell’isolamento termico nel campo edilizio. 
Nonostante i tentavi entrambe queste modalità di impiego rappresentarono un sonoro insuccesso, fino a quando ebbero la felice intuizione di utilizzarlo con coadiuvante negli imballaggi per evitare i danni da urto.
In quel periodo fu un’idea provvidenziale, visto il crescente aumento del trasporto di merce su gomma e riscosse un successo planetario, divenendo indispensabile e molto amato.
L’addio all’imballaggio con le bolle di plastica infatti non è solo un cambiamento epocale, ma toccherà tutti coloro che hanno amato schiacciare proprio quelle bolle. 
Insomma, nonostante fosse considerato a ben vedere anche dagli psicologi un potente antistress, non ci sarà più possibilità di sentire il classico” clap” dello scoppiettio.

I motivi dell’interruzione di produzione del Bubble Wrap
Come per il suo successo dovuto allo sviluppo dei commercio degli anni ’60 caratterizzati dal boom economico, le bolle di plastica sono state mandate in pensione dal progresso e dai cambiamenti nella logistica della merce, dovuti all’avvento di internet e dell’e-commerce.
Gli acquisti online hanno fatto aumentare le spedizioni di piccoli oggetti a livello planetario e hanno determinato un aumento dei costi, in termini di peso, che hanno provocato un calo della richiesta all’azienda produttrice pesantemente danneggiata.
La notizia della cessazione della produzione del pluriball è stata data di recente dal Wall Street Journal, che ha anche individuato un ulteriore motivo per cui questo prodotto cesserà di essere messo in commercio.
Il trasporto dei rotoli in balle del Bubble Wrap infatti era infatti molto ingombrante, in particolare per le aziende di spedizionieri.

L’imballaggio che sostituirà le Bubble Wrap
La necessità di risparmiare spazio ha portato l’azienda produttrice del pluriball ha ideato un sistema del tutto nuovo per l’imballaggio contro gli urti.
Ha pensato infatti a un prodotto a cui ha dato il nome di iWrap, proprio per collegarlo alla nuova frontiera degli imballaggi, che prevede dei fogli di plastica con le bolle non ancora gonfiate.
Nella confezione in vendita infatti verrà fornita una pompa di gonfiaggio che permetterà di avere le bolle solo al momento in cui serviranno.
Le stesse bolle infatti sono collegate l’una all’altra in modo comunicante e questo significa che non potranno essere più fatte scoppiettare perché l’aria, una volta esercitata la pressione, si sposterà verso le altre bolle.
Si tratta di una tecnologia molto avanzata che renderà il nuovo prodotto più competitivo sul mercato degli imballaggi, anche quelli che riguardano le spedizioni legate agli acquisti online.

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