il vuoto a rendere avanguardia del riciclaggio

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Negli ultimi anni la pratica del riciclaggio ha avuto un forte impatto sulla società. Abbiamo assistito a dei passi da giganti in materia, con alcuni paesi come la Germania e la Danimarca che sono all’avanguardia per metodologie e tecnologie, mentre in Italia siamo ancora indietro, come può dimostrare il difficile smaltimento dei rifiuti a Roma.

Per quel che riguarda la  Germania una delle pratiche che vengono più usate è quella del vuoto a rendere, che è stata legiferata nel 1991, subito dopo la caduta del muro, ed oggi è una tipologia di riciclaggio che ha ridotto all’osso lo spreco.

Al momento in Germania è in vigore la legge approvata nel 2006, che prevede che su ogni bottiglia di plastica, vetro e latta che viene venduta, sia applicato un sovrapprezzo che riguarda il vuoto che viene quindi restituito al momento della consegna.

Per le bottiglie di plastica che non possono essere riciclate il prezzo del deposito è di 0,25 centesimi mentre per quelle di plastica rigida il costo è di circa 15 centesimi, mentre per le bottiglie di vetro di birra il costo varia dagli 8 ai 15 centesimi.

Tutti i rivenditori tedeschi di bevande hanno un apposito spazio dedicato al vuoto rendere, infatti il commerciante deve accettare tutti i vuoti di bottiglia, anche se questa non è stata acquistata all’interno di quell’esercizio.

Il mondo del vuoto a rendere funziona a 360 gradi, infatti nelle città tedesche ci sono anche numerosi compattatori dove è possibile inserire le bottiglie e ricevere dei ticket che possono poi servire per fare spesa   

Il caso Italiano

L’Italia è da sempre indietro per quel che riguarda le tematiche dei rifiuti e quelle volte al miglioramento dell’ambiente: anche nel caso del vuoto a rendere ci troviamo a dover inseguire i paesi del Nord Europa,  dopo che il vuoto a rendere presente negli 80 nei Comuni italiani è stato messo da parte.

Nel nostro paese, anche se ancora in modo embrionale, si sta sviluppando grazie ad una proposta di legge in Parlamento mossa dal Movimento 5 Stelle.

L’obiettivo dello Stato Italiano con la reintroduzione del vuoto a rendere è quello di far diminuire la produzione di rifiuti nel nostro paese, modificando la prassi di smaltimento che passerebbe così da differenziazione a  sterilizzazione, che porta anche ad una diminuzione del tempo.

Nelle grandi città sono iniziati a comparire i primi compattatori, che permettono di restituire il vuoto anche se ancora non sono in funzione, ma secondo delle stime entro un anno  entreranno tutti in vigore con una  percentuale di resa che  oscillerà tra l’80 e il 90%.

 

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