Mozilla: il ritorno della volpe del web

Mozilla: il ritorno della volpe del web

Apple, Samsung e Huawei questi i principali sfidanti per quanto riguarda il settore delle tecnologie del momento ma anche Ios contro Android per ciò che concerne i sistemi operativi degli smartphone e ancora Safari contro Google Chrome per i browser del pc e non solo. Ma proprio su quest’ ultimo field competitivo ci si dimentica di un altro player, un po’ scomparso dalla scena ma pronto a tornare con più novità e con la voglia di superare gli errori che in passato gli hanno fatto perdere terreno rispetto ai competitor: Mozilla Firefox.

Il browser di Mozilla Foundation dal 2011 ha perso la propria leadership in termini di utenti e ad oggi non possiede più del 7 % contro il 55 % di Google Chrome e il 15 % di Safari.

Sono anni che Mozilla cerca di tornare in auge e prova a spodestare i suoi competitor per ritornare ai livelli di un tempo, dalla conferenza di Giugno a San Francisco, Mark Mayo( vicepresidente di Firefox) aveva annuciato grandi cambiamenti in arrivo e l’ iconica volpe simbolo di Mozilla con indosso un armatura all’ avanguardia faceva auspicare che la guerra contro Mister G fosse praticamente imminente.

Ed infatti negli ultimi giorni è nata o almeno ha visto la luce delle case di tutti i comuni mortali, quella che è la versione numero 57 di Mozilla: Firefox Quantum, più veloce, più snello, più semplice e con il grande obiettivo di convincere utenti di Google e Safari a cambiare browser di fiducia, diciamo che al giorno d’ oggi sembra più possibile convincere nostra nonna che il suo salumiere centennale non fa più al caso suo.

Per farlo le vie scelte sono state due; da un lato si è puntato sui punti deboli del competitor Google in particolare il browser di Mozilla  usa il 35 % in meno di memoria rispetto ai rivali del web proprio perché il principale problema di Chrome sono sempre state le critiche inerenti la questione della memoria e delle risorse utilizzate, inoltre il nuovo browser è naturalmente più veloce anche con molte schede aperte.

Dall’ altro a lato c’è stato una grande sforzo di comunicazione innanzitutto tramite uno spot che promette di eliminare dal viso degli utenti la tipica “wait face” quando si è in attesa di un caricamento, in aggiunta sono stati pubblicati una serie di billboard in giro per gli Stati Uniti che giocavano sulla questione della privacy che annunciavano “Big Browser is watching” e non a caso la scritta “browser” aveva i tipici colori del browser di casa Google.

Naturalmente non sapremo se tutto ciò basterà anche perché il principale problema riguarderà l’ecosistema che accompagna un browser e sul quale Google è ancora qualche passo avanti al resto ma staremo a vedere se Mozilla riuscirà a rianimare la competizione e cacciare fuori qualche sorpresa

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