Seabins: il cestino per il mare

L’idea è di Pete Ceglinski e Andrew Turton, due australiani che in acqua ci passano davvero un sacco tempo: sono surfisti. Anche le acque australiane devono fare i conti con la spazzatura. E così, ecco l’idea: un cesto per i rifiuti.

Come funziona?

Seabins è un cesto galleggiante, collegato ad una pompa. L’acqua viene aspirata all’interno ed i filtri trattengono i rifiuti. E’ stato progettato con l’intento di pulire i mari senza danneggiare la fauna acquatica: nessun pericolo infatti per i pesci. Ha un costo anche relativamente basso: poco meno di 4000 dollari.

La situazione dei nostri mari

Le nostre acque sono in condizioni disastrose: sul fondo (e non solo) del Mediterraneo giacciono tonnellate e tonnellate di rifiuti di tutti i tipi. Associazioni ambientaliste come Legambiente e Greenpeace si battono da anni per promuovere una cultura più sensibile all’ambiente. Oltre alle politiche dei governi, deve cambiare anche il nostro approccio: i primi colpevoli dell’inquinamento siamo noi che, incivilmente, non ci facciamo più di tanti scrupoli nel gettare rifiuti a terra o in acqua.

Anche la situazione “spazzatura” è molto complicata: lo smaltimento dei rifiuti a Roma e nelle altre grandi città italiane è una corsa contro il tempo e sicuramente devono essere attuate nuove tecniche per liberarci dei nostri scarti. La raccolta differenziata è un’ottima pratica, che però deve essere incentivata e realizzata seriamente. Inutile specificarlo, il primo impegno deve partire dai cittadini, che devono cominciare a capire che essere attenti all’ambiente non è “roba da ambientalisti”, ma una necessità per tutti. L’ambiente non è “solo” la foresta pluviale o il bosco di montagna: anche le città in cui viviamo devono essere, appunto, vivibili.

Le energie alternative

Non si chiamano così per caso: le rinnovabili sono davvero l’alternativa all’inquinamento. Abbiamo trovato modi per prendere energia dal sole, dal vento, addirittura dalle onde del mare. Perché allora siamo ancora alle prese con il petrolio? Perché ci ammazziamo ancora per un pozzo in più? La rivoluzione, come tutte le rivoluzioni, dovrà partire dal basso e, anzi, forse sta già partendo. Sarà un processo lentissimo, probabilmente, ma chissà, forse prima o poi ci arriveremo. Sempre che non ci saremo estinti prima per la conquista di un gasdotto.

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