Retake Roma: riprendersi la città è facile

Avete mai sentito parlare di Retake? Non dite di no, ormai se ne parla parecchio. Letteralmente vuol dire “riprendersi” qualcosa, riconquistare. Il retake si fa anche a Roma, ormai da cinque anni. Il movimento conta centinaia di partecipanti di varie fasce d’età (anche i bambini) che si incontrano per dare una bella “ripulita” alla città.

Di preciso, cos’è?

Retake è nato grazie all’idea di una professoressa statunitense che vive a Roma, Rebecca Spitzmiller. L’obiettivo era quello di far risvegliare la coscienza civica dei cittadini. Siamo così abituati a vivere nel degrado e nel disordine che a volte neanche ci facciamo più caso. Ma Roma, per fortuna, è anche bellezza, tanta bellezza. E a qualcuno non andava giù che tutta quella meraviglia fosse ricoperta da strati di polvere.

Così, ecco che i cittadini sono scesi in strada, con scope, palette e raschietti alla mano: hanno iniziato a raccogliere l’immondizia sparsa sui marciapiedi, a staccare gli adesivi dai muri, a dare una bella pulita.

Poi però hanno pensato che non bastava, doveva essere fatto di più. Hanno chiesto i rinforzi delle istituzioni e hanno ottenuto l’aiuto dei PICS (l’unità della Municipale che si preoccupa del decoro urbano) e dell’AMA.

Anche i mezzi sono aumentati: grazie alle idropulitrici, ad esempio, è stato possibile cancellare quelle orribili scritte sui muri che affliggono la nostra città. E ripassare una bella mano di vernice per coprire anche gli ultimi segni.

Grazie ad artisti e writers, inoltre, sono stati decorati (sotto autorizzazione) tanti spazi comuni: piazze, anfiteatri, muri delle scuole. Negli ultimi mesi, inoltre, non è mancata la partecipazione dei proprietari degli alberghi a Roma. Offrire una città più pulita ai turisti era il miglior biglietto da visita che si potesse presentare.

Ottanta gruppi: non pochi, no?

Ad oggi, Retake copre Roma con più di 80 gruppi, sia in città che nei dintorni. Sono tutti nati spontaneamente, da comuni cittadini. Il primo passo, se volete imitare l’esempio, è trovare qualcuno che vi sostenga e poi creare la pagina su Facebook, nominandola “Retake Roma e il nome del quartiere”.

Da lì, è tutto in discesa. Sarà una cascata d’entusiasmo che travolgerà voi e i vostri vicini di casa!

Se pensate che sia inutile, pensate alla teoria delle finestre rotte. In sintesi, afferma questo: se vediamo intorno a noi sporcizia e degrado saremo più portati a sporcare l’ambiente. Al contrario, se il nostro habitat è curato, saremo noi i primi a volerlo mantenere così.

Pensateci, la prossima volta che vi verrà voglia di buttare un pezzo di carta a terra per non raggiungere il secchio più vicino!

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