I traslochi in Italia costano di più: come porre rimedio

L’Italia costituisce un caso pressoché unico a livello europeo. A fronte di stipendi che continuano a perdere potere d’acquisto di anno in anno, ci sono infatti prezzi e tariffe molto più elevati che nel resto del continente.

Un andazzo che caratterizza anche il settore dei traslochi. Spostare le proprie cose e il mobilio da una residenza all’altra, infatti, costa mediamente il 27% rispetto a quanto è necessario nel Regno Unito, mentre solo la Francia prevede esborsi maggiori, tra i Paesi più evoluti.

A rivelarlo è stata una indagine condotta su oltre 15mila interessati, e i suoi risultati sono interessanti anche per un altro motivo di non poco conto: in base alle statistiche disponibili, infatti, i cittadini del Belpaese si trasferiscono 4 volte in media nel corso della loro vita. Ogni volta, quindi, devono sopportare costi di non lieve entità, che rappresentano l’ennesima anomalia cui gli italiani sembrano ormai essersi rassegnati.

I rimedi ad una situazione problematica: il web

Naturalmente, a fronte dell’elevato costo dei traslochi in Italia, sono in molti a cercare il modo migliore di ovviare e risparmiare. Partendo magari proprio dal web, ove nel corso degli ultimi anni sono nate alcune startup che si prefiggono il compito di abbattere i costi anche in maniera sensibile.

Grazie ad esse è possibile entrare in contatto con le aziende di traslochi operanti sul proprio territorio, tramite un form nel quale occorre inserire alcuni dati grazie ai quali con speciali algoritmi diventa possibile eliminare la necessità di un contatto diretto, ovvero il sopralluogo.

Al termine della procedura il cliente già sa quanto gli costerà il trasloco e potrà decidere se accettare la proposta o meno, senza che la tariffa proposta possa più cambiare.

Fai da te? Meglio di no

Va poi ricordato che il fai da te non costituisce il rimedio spacciato da molti agli alti prezzi del settore. A meno che le cose da trasferire siano poche e leggere, eventualità che può essere fronteggiata con l’affitto di un furgone, la soluzione autonoma si rivela sempre, inevitabilmente una sorta di autogoal.

Oltre al furgone, per più sedute, infatti, per poter spostare mobili in gran numero e ingombranti è necessario reperire almeno un paio di facchini, per le giornate necessarie. Un modo di operare che presuppone peraltro il poter ricavare tempo libero sottraendolo al proprio lavoro e che alla fine porterà il totale vicino a quello che si spenderebbe ricorrendo ad una azienda di trasporti professionale.

Ecco perché sono molti gli esperti del ramo che consigliano comunque di rivolgersi alle società operanti nel settore dei traslochi che, per una tariffa omnicomprensiva, sono in grado anche di assicurare gli eventuali permessi che dovessero rendersi indispensabili per il carico e scarico della merce.

Se alla fine si sarà speso qualcosa in più che con il fai da te, il costo aggiuntivo avrà comunque risparmiato uno stress fisico molto elevato e ogni possibilità di pericolosi incidenti, che sono un corollario non proprio raro per chi sposti oggetti pesanti senza sapere come fare.

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