Pillola numero uno – l’imballaggio

Pillola numero uno – l’imballaggio

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Ne utilizziamo almeno un chilo al giorno, spesso non ci accorgiamo neppure della loro presenza, ancor più spesso non sappiamo nemmeno distinguerli dal prodotto che acquistiamo e soprattutto non sappiamo come e perché li paghiamo: stiamo parlando degli imballaggi in plastica.
La storia, e in particolar modo la gestione degli imballaggi in plastica che diventano rifiuti è complessa e intricata.
Innanzitutto i rifiuti da imballaggio si suddividono in due macro categorie: urbani e speciali. Fanno parte della prima classificazione i rifiuti domestici, i non pericolosi, quelli provenienti dallo spazzamento delle strade e da aree verdi quali giardini, parchi e cimiteri. Vengono intesi come speciali, invece, i rifiuti da imballaggio derivanti da attività agricola, o agro- industriale, di demolizione e costruzione, da lavorazione industriale, artigianale, commerciale, sanitaria e di servizio, oltre tutta una serie di altre classificazioni definite per legge. (art. 184, comma 1, del d.lgs. n. 152/2006)
Le due categorie di rifiuti si suddividono ulteriormente se si pensa al loro loro utilizzo. Questi, infatti, si suddividono in primari, secondari e terziari in base al loro campo di applicabilità. Sono primari tutti gli imballaggi che contengono direttamente la merce. Un tipico esempio è la bottiglia d’acqua. Gli imballaggi secondari sono invece tutti quei manufatti che raggruppano un certo numero di singoli prodotti pronti al consumo. Per esempio il film che contiene le sei bottiglie d’acqua minerale che solitamente acquistiamo al supermercato.
Sia i primari che i secondari, rientrano nella classificazione di rifiuti da imballaggio di competenza urbana e quindi pubblica. La gestione di questo genere di rifiuti spetta al Conai e, come nel caso della plastica, al Co.Re.Pla.
Gli imballaggi terziari, invece, che sono quei manufatti destinati a proteggere e a facilitare la movimentazione delle merci durante il trasporto, per esempio il film che contiene un bancale di merce, rientrano nel circuito della gestione privata dei rifiuti.
Oltre ai rifiuti gestiti dalla raccolta differenziata comunale, i rifiuti che si movimentano tramite questo sistema raggiungono solo il 50% del totale dei rifiuti per imballaggi in plastica e il restante 50% è rappresentato dalla raccolta su superficie privata e realizzata interamente da aziende private raccoglitrici e riciclatrici di imballaggi di plastica.

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